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Posticipata Estinzione

Uno dei primi provvedimenti del IV governo Berlusconi è stato un decreto del ministro Tremonti che, per i mutui a tasso variabile, su richiesta del mutuatario, ha obbligato il mutuante a prolungare la durata del prestito, mantenendo costante la rata.

Si tratta di una dilazione onerosa di pagamento, per la quale la banca concede una maggiore durata del prestito e guadagna una quota interessi e un montante maggiori.

Il provvedimento ha una particolare utilità nei casi in cui la rata abbia già raggiunto un livello insostenibile per il reddito del mutuatario, a rischio di insolvenza.

La differenza del debito finisce in un conto accessorio, che il cliente inizia a pagare solamente dopo aver estinto il mutuo, al quale la banca applicherà l'Eurirs a 10 anni e uno spread massimo dello 0.5.

La legge non specifica se l'interesse debba applicarsi al solo debito residuo, cosa ovvia nella prassi bancaria.

Ciò ha data luogo all'applicazione anche agli interessi passivi già versati, alla pratica nota come anatocismo.

La legge non indica nemmeno quante volte la banca debba concedere la rinegoziazione.

Alcuni istituti concedono di prolungare la durata del mutuo per una sola volta per tutta la sua durata.

In questo modo, viene evitato uno dei rischi che ha portato alla crisi dei mutui subprime americani.

Con il prolungamento della rata si evita che un rialzo dei tassi di interesse porti la rata dei mutui a tasso variabile a un livello non più sostenibile per le famiglie, all'insolvenza e conseguenti pignoramenti.



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